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Come si comporta La maggior parte dei cavalieri, come tutti gli uomini del resto, è condizionata quotidianamente da segnali esterni ai quali rispondiamo in base alla situazione in cui ci troviamo ad es. ( un segnale di luce verde lo associamo alla libertà non so di transito, il colore rosso di arresto e così via); proprio per queste nostre "abitudini" o "consuetudini" che spesso non ci rendiamo conto che i cavalli hanno una differente e più elementare serie di regole di comportamento.
I cavalli chiamiamoli domestici, anche se coccolati, conservano l'istinto primitivo.
Il timore gioca un ruolo fondamentale. Un cavallo selvatico, riesce a sopravvivere, diffidando di luoghi che potrebbero celare un potenziale aggressore ed ad impaurirlo basta un semplicissimo sacchetto di carta.
Se dubita di un pericolo lo evita, se ne è spaventato fugge velocemente se è aggredito da un predatore, cerca di scuoterselo di dosso; la prima arma del cavallo è la fuga.
L'uomo può credere che il cavallo esista per trasportare qualcuno sopra, ma nessuno ha detto mai al cavallo che le cose stanno così, forse.
Quando è impaurito, bisogna trattarlo sempre con dolcezza, dargli ordini in modo chiaro e paziente ed evitare di assumere un tono brusco e di compiere movimenti improvvisi. Tutti i cavalli rispondono a parole gentili, anche se senza senso.
Reagiscono positivamente ad un braccio fatto scivolare con calma sul collo e poggiato con fermezza sulla criniera: lo associano infatti al gesto di pacificazione che in natura i cavalli si scambiano fra loro quando uno poggia la testa sul collo dell'altro.
L'istinto gregario rappresenta un'altra caratteristica dominante. I cavalli, come gli uomini, vivono in gruppi, tenendosi compagnia e rassicurandosi gli uni con gli altri. Quelli costretti a vivere da soli, come spesso accade oggi, diventano comprensibilmente malinconici e inquieti. Anche un cavallo della migliore scuola di equitazione diventa irritabile e disubbidiente se separato dai suoi compagni.
I cavalli, come gli uomini, hanno bisogno di compagnia e in mancanza di propri simili, un asino, una mucca o anche solamente una capretta, renderanno il suo recinto meno triste.
I cavalli amano la routine e vengono facilmente turbati dai cambiamenti. Essi si sentono al loro agio sapendo che certe cose avverranno sicuramente tutti i giorni e possibilmente alla stessa ora: è bene quindi nutrirlo sempre, per esempio, alle sette di mattina , cavalcarlo alle dieci e riportarlo nel box alle quattro del pomeriggio.
I cavalli apprendono per associazione. I ricordi di esperienze spiacevoli rimangono impressi nella loro memoria sin dalla nascita. Chi li conosce bene sa che le passate esperienze di un cavallo sono diverse dalle proprie e ciò potrebbe spiegare alcuni comportamenti devianti.
Acquistare un cavallo e fargli cambiare dimora è come trasferire un bambino in una scuola differente, dargli nuovi genitori ed una nuova casa; i ricordi rimangono sia nella mente del bambino che in quella del cavallo, ma la vita di quest' ultimo sarà molto più condizionata.
Ogni cavallo ha una sua personalità ed in genere dimostra il proprio stato d'animo mediante segnali convenzionali.
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